Storia
Il 7 Novembre 1968, nelle sale del piano superiore della residenza cinquecentesca del ricco nobile leccese, Fulgenzio della Monica, fu inaugurata e aperta al pubblico

la
Pinacoteca d’arte Francescana dei Frati Minori di Lecce, una raccolta di tele provenienti dai conventi della provincia minoritica del Salento, insieme ad altre opere d’arte meritevoli di conservazione.
Il geniale ideatore e realizzatore di questa singolare collezioni artistica è stato il francescano di Salice Salentino,
Padre Egidio De Tommaso, che con intuito e lungimiranza ha salvato e protetto in luoghi adeguati le opere preziose uscite dal cuore e dal pennello di umili e spesso anonimi frati del XVII e XVIII secolo.
Si può osservare ancora l’originale accesso alla
villa Fulgenzio Della Monica attraverso quell’ arco robusto quanto una porta cittadina che tuttora sorge accanto alla chiesa dei santi Filippo e Giacomo. Sull’angolo esterno della chiesa fa bella mostra lo stemma gentilizio della nobile famiglia Della Monica scolpito finemente nella tenera pietra locale.
L’edificio costituiva il centro di una vasta tenuta e
Donna Letizia Balsamo, ultima proprietaria della villa, la donò ai francescani nell’ultimo scorcio del secolo XIX.
All’interno dell’edificio si accede dal lato destro e si percorre un ampio corridoio dalle volte a crociera nel quale si affacciano le porte delle sale, oggi adibite a biblioteca, ma nel passato il piano terra era abitato dalla servitù e utilizzato per stalle e magazzini. Il corridoio conduce alla scala locata in fondo a destra che introduce verso l’alto nell’attuale
Pinacoteca d’arte Francescana e verso il basso nella cava sottoposta al piano terra dove è situato
il ninfeo e un ampio aranceto. La pinacoteca occupa la scala e il piano superiore dell’antico edificio.
Le stanze dedicate alla raccolta sono nove. Ad ogni sala, precedentemente designata con una lettera alfabetica, è stato attribuito un nome o un appellativo discorsivo come di seguito riportato:
A) Ingresso alla Pinacoteca
B/C) "Donna Letizia Balsamo"
D) "Cristo Crocifisso" -
Archivio
E) "Tele antiche" -
Deposito
F) "Arte moderna" -
Computer
G) "Tra Santi Francescani" -
Caminetto
H) "Cantico di frate sole" -
Salone
I) "Padre Raffaello Pantaloni"
- Mostra permanente
Le opere esposte nella pinacoteca di Fulgenzio hanno un comune denominatore: appartengono per la maggior parte al medesimo periodo storico (sec. XVII-XVIII), cioè quello del Barocco e della Controriforma cattolica, e sono di autore ignoto; provengono dai conventi francescani sparsi sul territorio delle provincie di Lecce, Taranto e Brindisi (precisamente provengono dai comuni di Casarano, Francavilla Fontana, Galatina, Galatone, Lecce, Lequile, Manduria, Salice Salentino, Soleto, Squinzano, Taranto).
Alcune tele appartenevano invece alla stessa villa Fulgenzio Della Monica (palazzo Balsamo).
Tra i pittori più noti sono presenti: Serafino Elmo (1696-1777) che ha firmato la tela dell’Immacolataproveniente dall’ex convento di santa Maria al Tempio; Oronzo Tiso (1726-1800) al quale vengono attribuite tre tele: l’Immacolata(ora collocata nella biblioteca Caracciolo),San Pasquale Baylon proveniente da Galatina e Sant’Ivo avvocato dei poveri, proveniente
da Francavilla Fontana; fra Francesco da Martina Franca, considerato capo scuola dei
frati salentini, attivo tra il 1610 ed il 1641, sua è la tela del Perdono di Assisi (1628). Quest’ultimo
ebbe come discepolo fra Giacomo da San Vito dei Normanni, attivo tra gli anni 1648 e il 1667, autore della Madonna della rosa(1648) e San Francesco riceve le sacre stimmate.
Un discorso a parte va fatto sul pittore padre
Raffaello Pantaloni (1888-1952) che ha dipinto la
Chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio. In questa pinacoteca si conservatno molti suoi bozzetti, studi, acquerelli, cartoni di riporto e altra documentazione.
A padre Pantaloni è stata dedicata una sala della pinacoteca nella quale sono esposte oltre cinquanta sue opere. E’ ancora in corso il lavoro di catalogazione e di approfondimento per illustrare l’attività pittorico-culturale del frate toscano.